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Proteggi il tuo capitale umano, il tuo stile di vita e il futuro della tua famiglia. Anche quando il lavoro si ferma.

| Società

Pensione, invalidità, inabilità… sei davvero protetto dagli imprevisti? In Italia siamo ancora convinti che “risparmiare” equivalga a “proteggersi”.

Apriamo un fondo pensione, accumuliamo qualcosa sul conto corrente, firmiamo due moduli… e pensiamo di aver sistemato tutto.

Ma il rischio, quello vero, arriva proprio quando credi di essere al sicuro.

  • Cosa succede se domani non puoi più lavorare?
  • Se un’invalidità o un evento improvviso ti toglie la possibilità di produrre reddito?
  • Se la tua famiglia, improvvisamente, si ritrova a dover contare solo su se stessa?

La verità è semplice. Non basta “aver fatto qualcosa” per la previdenza.

Serve una pianificazione consapevole, costruita sui tuoi obiettivi, sulla tua professione e sui veri numeri della tua cassa o della tua situazione contributiva.

Serve un piano che parta da un concetto fondamentale, il tuo capitale umano è il tuo asset più importante.

Possiamo definire il capitale umano come il valore economico della tua capacità di generare reddito nel tempo. Dipende da chi sei, dal lavoro che fai, da quanti anni hai ancora davanti e da quanto puoi ancora costruire.

E, come ogni patrimonio, va protetto e tutelato seriamente.

Se hai un’attività professionale solida, una famiglia da tutelare e un patrimonio da costruire o proteggere, fermati un attimo.

Questo contenuto è stato scritto per te.

 

La verità è che i risparmi non sono sufficienti in caso di imprevisti.

Molti professionisti credono di essere al sicuro solo perché hanno versato in un fondo pensione o accantonato qualche risparmio.

Ma la realtà è che, senza una vera pianificazione, anche chi ha un buon reddito rischia grosso.

Ecco cosa accade ogni giorno, spesso senza che ce ne rendiamo conto:

  • Hai un reddito importante, ma nessuna copertura se un evento ti impedisce di lavorare.
  • Hai sottoscritto una pensione integrativa, ma non sai se basterà a mantenere il tuo attuale stile di vita.
  • Sei iscritto a una Cassa professionale, ma non conosci esattamente quali prestazioni offre (e quali no) in caso di invalidità, inabilità o morte.
  • Non hai idea di quanto vale il tuo capitale umano né di come calcolare il gap previdenziale che avrai tra ultimo stipendio e prima pensione.
  • E, forse, non ne hai mai parlato davvero con un professionista, convinto che “ci penserai più avanti”.

Il rischio pensione invece è reale.

E si manifesta in due momenti diversi:

  • Tempo zero, oggi: invalidità, inabilità, premorienza. Eventi imprevedibili che possono stravolgere tutto.
  • Domani: una pensione futura troppo bassa rispetto al tenore di vita attuale.

I dati confermano il problema.

Il gap previdenziale medio in Italia è del 30-40% rispetto all’ultimo reddito da lavoro.

Senza contare che, secondo INPS, il 35% delle donne percepisce pensioni inferiori a 1.000 € al mese

La maggior parte delle persone se ne accorge troppo tardi.

Facciamo un esempio.

Mario Rossi, impiegato, 45 anni

Reddito annuo: 30.000 €

Con 20 anni di contributi, se colpito da invalidità (66-99%), riceverebbe solo 4.350 € l’anno

In caso di inabilità totale: 7.650 € l’anno

Se venisse a mancare, la pensione ai superstiti per moglie e figlio sarebbe 3.500 € l’anno

Domanda, come manterrebbero il tenore di vita attuale con meno di 300 € al mese?

 

La soluzione è un piano pensionistico strategico

Quando si parla di previdenza è comune pensare subito al prodotto.

“Devo scegliere il miglior fondo pensione?” “Serve una polizza vita?” “Meglio capitale o rendita?”

La verità è che nessuno strumento funziona senza un piano su misura.

Serve un approccio completo, che parta dall’ascolto, analizzi i dati reali, tenga conto della tua situazione personale e contributiva, e costruisca una strategia a lungo termine.

Un percorso strutturato di pianificazione previdenziale, basato su cinque tappe fondamentali.

0. La fase “zero” – La protezione immediata

Parliamo di gestire il rischio di premorienza e longevità, ovvero garantire un supporto economico ai tuoi cari se venissi a mancare e assicurarti di non restare senza risorse nel caso vivessi più a lungo del previsto

1. Analisi della situazione attuale

Successivamente è bene valutare la tua posizione nel primo pilastro (INPS o Cassa), analizzare gli estratti contributivi tuoi e della tua famiglia e stimare realisticamente la pensione futura attesa

2. Calcolo del gap previdenziale

Qui si arriva ai numeri.

Quanto percepirai realmente rispetto al tuo attuale reddito?
Qual è il tasso di sostituzione atteso?
Di quanto avrai bisogno in più per mantenere il tuo tenore di vita?

3. Stima del fabbisogno futuro

Considera sempre il tuo stile di vita, le tue spese previste, gli obiettivi per te e per i tuoi figli. Inserisci eventuali entrate extra o patrimoni ereditabili

4. Attivazione dell’accantonamento previdenziale

Poi sarà importante:

Definire quanto accantonare ogni mese
Scegliere il comparto giusto e l’orizzonte temporale più adatto
Usare strumenti efficienti, con un occhio al rendimento e alla fiscalità

5. Gestione del risultato finale

Infine, quando andrai in pensione, sarà il momento di gestire il denaro accumulato: meglio ricevere tutto subito o trasformare tutto in una rendita costante?

 

Inizia a pianificare oggi il tuo futuro e della tua famiglia.

Che tu sia un professionista, un imprenditore o un dipendente con responsabilità, se vuoi proteggere il tuo capitale umano, garantire continuità economica alla tua famiglia e affrontare il futuro con maggiore consapevolezza, la pianificazione previdenziale è il primo passo da fare.

Noi di Studio Riello, insieme al nostro network di professionisti, ti offriamo la possibilità di avviare un percorso su misura per le tue esigenze.

Contattaci senza impegno allo 049 851588 oppure via Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

*Contenuti a cura di Davide Maso, consulente patrimoniale